Tutte le nostre vite vanno avanti grazie a un equilibrio. Il troppo fa male, ma anche il troppo poco. Ecco allora che l'asticella, bene o male, deve stare sempre a metà. A volte ci concediamo eccessi, ma sono sempre eccessi gestibili, come un abuffata di gelato, o troppe ore davanti a un videogame. Ma se quell'equilibrio viene oltraggiato da una situazione pericolosa, c'è la possibilità che l'asticella non torni più sul valore zero. Ed è quello che potrebbe succedere improvvisandosi sulla montagna più alta del pianeta, ed è quello che è successo alla signora Shriya Shah-Klorfine.
La stagione Everest 2012 è stata considerata una delle peggiori dal 1996, con 11 morti. Ma, mentre la signora Shriya Shah-Klorfine stava morendo, la 73enne giapponese Watanabe è diventata la donna più anziana a raggiungere la vetta.
Shriya si allenava da due anni, camminando e correndo per 20 chilometri al giorno con 20 chilogrammi sulla schiena.. ma aveva un'esperienza di arrampicata limitata.
Shriya aveva prenotato una scalata con una nuova compagnia di guide. Né lei né l'azienda di guide avevano molta esperienza di arrampicata. Il leader dell'azienda di guide ha detto che in precedenza l'aveva avvertita che era una scalatrice al di sotto della media.